| Spazio emergenti |
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Per quella generazione che non si ritrova più nelle classifiche nazionali e cerca nella musica indipendente i suoi ascolti…per tutti quei talenti che spesso non trovano spazio sui grandi network…c’è SPAZIO EMERGENTI…un mondo di musica senza frontiere!
ANDREA DE BALSI "TARDI" è il primo progetto discografico di Andrea De Balsi come cantautore. Musicista eclettico Andrea unisce una formazione accademica - la laurea al DAMS, il diploma in fagotto al Conservatorio di Bologna - a una varia attività artistica in costante fermento. E' stato autore di canzoni per altri interpreti, direttore artistico e membro di alcune band come chitarrista e corista. TARDI è il titolo del suo disco di debutto che raccoglie 12 canzoni scritte tra il periodo adolescenziale e gli anni dell' università e rappresenta la sintesi della sua formazione musicale. Il titolo dell'album è un autoironico ed emblematico ritratto personale dell'autore: ritardatario nelle scelte importanti della vita, come in quella di dedicarsi esclusivamente alla musica. Tra i brani che meritano particolare attenzione "Sonia non ti sposare", racconto del passaggio dall'adolescenza all'età matura, "Samba d' 'o saurimientu", testimonianza di una forte influenza della musica brasiliana rielaborata in un testo molto umoristico e divertente. Il dialetto campano, presente in quasi tutte le tracce del disco, è miscelato ai ritmi latini e ad un'ironia che sfocia a tratti in comicità; questi elementi uniti a delle sonorità godibili fanno di "Tardi" un lavoro sicuramente originale e di Andrea De Balsi un autore con uno stile certamente accattivante e molto personale. di Annarita Berardinone
COLORE PERFETTO
Il debutto è il titolo schietto e semplice dell'album d'esordio dei Colore Perfetto. La band perugina nata nel 2006 dall'incontro di David Pollini (voce-basso), Alessandro Fioroni (chitarra) e Stefano Bandera (batteria), propone un rock d'autore raffinato e concentra in questo disco di presentazione una sintesi di sonorità che riecheggiano il rock italiano degli anni '70 pur restando legati al contemporaneo. La base di partenza è quella essenziale di una formazione rock, chitarra-basso-batteria. L'attenzione del gruppo sembra essere rivolta alla ricerca di un sound equilibrato e senza eccessi che risulta nel complesso molto interessante. Dieci sono le tracce che compongono l'abum, tra le quali risalta il primo singolo Tempi migliori, notevole esempio di soft rock e il riuscitissimo brano Un giorno qualunque dove il sound della band lascia scorrere sull'apertura di una chitarra acustica accompagnata dall'incalzare del basso e della batteria, la voce di Umberto Giardini, in arte Moltheni, che tra l'altro ha collaborato attivamente anche alla realizzazione del disco. Misurato il suono delle altre canzoni nelle quali su un sostrato melodico con gentili graffi di grounge sono intessuti testi intimisti e poetici dal facile ascolto. E' un disco dove sono presenti molti influssi presi a prestito e riutilizzati per dare forma a uno stile che è omogeneo anche se non completamente originale. Il debutto dei Colore Perfetto lascia ben sperare per il futuro di questa band scoperta dalla Tempesta Record e dal produttore Giacomo Fiorenza al quale riconosciamo il merito di aver dato voce a un'altra realtà positiva del panorama della musica indipendente italiana. www.myspace.com/coloreperfetto Annarita Berardinone
LE LUCI DELLA CENTRALE ELETTRICA
"Canzoni da spiaggia deturpata" è il titolo evocativo del primo album di una formazione dal nome sicuramente originale Le Luci della Centrale Elettrica. Il progetto è nato dalla giovane mente di Vasco Brondi e da Giorgio Canali navigato musicista già noto al pubblico come militante dei CSI prima e dei PGR poi. Il nome del gruppo deriva dall'esigenza di richiamare alla mente da subito un paesaggio metropolitano che porta con sè le suggestioni di una realtà deturpata, fatta di diramazioni autostradali, insegne di supermercati, spacciatori, piercing e lacrimogeni. Il progetto Le luci della centrale elettrica entra nello Spazio Emergenti quando Vasco Brondi è già entrato nelle teste di molti, dopo una febbrile attività live nei locali di mezza Italia e dopo aver conquistato il pubblico da urlatore e poeta esistenzialista con la sua musica e quel suo modo di parlare alle generazioni di giovani e meno giovani con un linguaggio nuovo, intelligente e completamente fuori dagli stereotipi dell'attuale mercato discografico. La voce irrompe e non c'è più posto per le regole metriche ma c'è solo spazio per una melodia scarna sulla quale scorrono le storie, racconti di una società deforme fatta di rifuti da discarica e sogni distorti. Canzoni da spiaggia deturpata è un disco da ascoltare con cinico disincanto perchè riesce a trasmettere tutta l'alienante desolazione, l'inquetudine e il malessere di questi c...o di anni zero! www.myspace.com/lelucidellacentraleelettrica Annarita Berardinone MARCO NOTARI
"Io non mi riconosco nel mio stato" è il titolo del nuovo ep di Marco Notari, un lavoro composto da quattro tracce che anticipa l'uscita, a breve, dell'album "Babele". Il titolo del disco suona un pò come una chiara volontà di non essere inquadrato in uno schema rimarcando il desiderio di non appartenenza alla categoria dell'uomo medio. Il filo rosso che unisce le canzoni è il senso della perdita d'identità, un concetto postmoderno che da sempre trova spazio nei testi dell'artista. Ancora una volta Marco Notari si conferma come una delle più interessanti realtà della scena italiana dell' indie music. L'ep non dimentica la matrice rock del primo album "Oltre lo specchio", ma lascia spazio anche ad influenze cantautorali. Notevole l'interpretazione di "Hotel Supramonte", brano di Fabrizio De Andrè, rivisitato in chiave rock. E se questo ep è da considerare la parte più scura dell'imminente album, da "Babele" dovremmo aspettarci di essere sorpresi dalla magia di altre atmosfere. Annarita Berardinone
LOME' Un'insolta e raffinata commistione di jazz, folk, pop, rock progressivo unita ad un'indiscussa abilità artistica ma senza una precisa catalogazione. Forse è questa la giusta definizione della musica dei Lomè. Sicuramente la band può essere annoverata tra le realtà più originali del panorama musicale italiano. La line up è formata da quattro musicisti con talento da vendere che partendo dalla forma classica della canzone d'autore riescono a dare spazio a virtuosismi ben equilibrati tra melodia e cambi dinamici. Con il loro primo album "Fiori su Marte" i Lomè hanno ottenuto la consacrazione da parte della critica che gli ha classificati come i nuovi alfieri della "musica teatrale", quella legata a mostri sacri della tradizione cantautorale italiana come Gaber, per intenderci. Dopo il premio Bindi e il Premio Tenco tornano con una singolare interpretazione di Zum Zum Zum la celebre marcetta scritta dall'autore televisivo Antonio Amurri nel 1967 che anticipa l'uscita dell'Ep "Bug Zum", prevista per il prossimo settembre. Un lavoro che sarà prodotto ancora una volta dall'etichetta L'Eubage e mixato da Peter Walsh. Ai microfoni del Musical Mission, Riccardo Ruggeri, voce della formazione, ha anticipato che il nuovo disco metterà da parte le atmosfere più intimiste e cupe del primo album per lasciare posto alla spensieratezza, la stessa che si respira ascoltando la cover di ZumZum Zum che fa da apripista all'EP. I Lomè sono l'esempio lampante di come in Italia si possa ancora suonare, produrre e ascoltare buona musica! Annarita Berardinone
CAPONE & BUNGTBANGT
Strumenti riciclati che suonano come quelli veri. La vera e unica junk music tutta italiana è quella di Capone & BungtBangt che risalta dall'ascolto di Dura Lex, il nuovo cd di una delle band più singolari del panorama musicale. Un disco sanguigno nato con l'obiettivo di trattare temi forti di rilevanza sociale, facendo leva sull'emotività per indurre alla riflessione. Dieci brani realizzati con strumenti impossibili in un mix stilistico attuale eppure fuori dalle mode. L'ascoltatore stenterà a credere che il sound sia frutto di soli strumenti realizzati con materiali riciclati ma è proprio così. La Mazzarra, chitarra fatta con pezzi di parquet, il Basso da Ponte, basso fatto con parquet, piastre di ferro riciclato, catarifrangenti stradali, la Batteria, batteria di bidoni della spazzatura, fusti metallici e ferraglie di ogni genere, sono solo alcuni degli strumenti utilizzati fatti con materiali di risulta. A questa solida base si aggiungono pezzi unici come la Scopa Elettrica, una comune scopa con un elastico da sarta come corda, il collaudatissimo Scatolophon, una scatola di polistirolo con un elastico da ufficio, la Scatulera, una contenitore per gelati in polistirolo con elastici, il Tubolofon, parti di tubi da grondaia intonati e altre decine di oggetti/strumenti che colorano i brani in maniera assolutamente personale. E così per superare la logica dell'usa e getta, che ci sotterra di rifiuti per costringerci a comprare ancora, la Junk Music è la medicina per interrompere il circolo vizioso del consumismo e promuovere la cultura del riutilizzo. Dura Lex, terzo album della band dopo Junk e Lisca di pesce, afferma un'idea, un suono, una filosofia, la voglia di dare una visione trasversale della musica che ha lo scopo di unire suoni forti e semplicità, in un mix di stili techno, rock, funky, reggae e afro. Annarita Berardinone
ROULETTE CINESE Atmosfere surreali dai colori foschi che riproducono le ambientazioni inquietanti dei romanzi di Philip Dick. Sono i Roulette Cinese, un’interessante realtà musicale della scena elettropop italiana. Il nome ricorda il titolo di un film di Reiner Werner Fassbinder e per scoprire la loro complessa identità basta visitare il sito internet (www.roulettecinese.it). Varcando la soglia del mondo virtuale, è possibile entrare nel “Centro d’igiene mentale della città di Traunitz” una sorta di Second Life apre le porte al mondo psico-musicale dei Roulette cinese. Ispirati alle sonorità più cupe degli anni ’80 stile Depeche Mode o The Cure, senza voler fare accostamenti azzardati e semplificatori, propongono un genere di musica che unisce beat digitali a melodie ipnotiche con il risultato di un suono sintetico e sofisticato. Ibrido meccanico è il titolo del loro secondo album, un disco caratterizzato dai forti contrasti melodico/elettronico, umano/meccanico, idealmente diviso in tre parti: Ibridomeccanico con l’intro omonima, la parte Ibrido con le rivisitazioni di Love Song, Ombre sulle ombre, Vegetale ed Exit di Fausto Rossi e la parte Meccanico, influenzata dalle letture dei romanzi Ubick e Un oscuro scrutare di P.K. Dick composta da altre quattro tracce. www.roulettecinese.it
Annarita Berardinone MUSICA DA CUCINA Il tintinnio dei bicchieri, il fruscio della carta d’alluminio, il fischio del bollitore, i suoni degli utensili della cucina costruiscono l’atmosfera delicata e ricca di suggestioni della musica di Fabio Bonelli. Sonorità malinconiche e di forte impatto emotivo nate dalla ricerca e dalla sperimentazione, formano il sostrato sul quale s’innescano le note di tre strumenti musicali una fisarmonica, una chitarra e un clarinetto accompagnati da un canto quasi sussurrato e per certi versi vicino alle melodie del post-rock minimale anche se non di facile etichettatura. Musica da cucina è il titolo dell’album pubblicato lo scorso anno su etichetta City Living da Fabio Bonelli, classe '74 originario di Morbengo (So) che ha dato vita al progetto già nel 2004. Il coperchio di una pentola fatto suonare con un archetto, padelle utilizzate come percussioni e suoni in loop costruiti grazie ad un abile uso del campionatore, sono queste le particolarità di cui si compone questo lavoro. Musica da cucina è un disco che ascolti con curiosità e che ti culla con una melodia che riesce a catapultarti in un'atmosfera casalinga, magica, pacata e unica. www.myspace.com/musicadacucina Annarita Berardinone DUEMINUTIEMEZZO La leggerezza e l’ironia mescolati a un beat con voglia di pop. Si parte da questi elementi per descrivere la musica dei Dueminutiemezzo. La band ha dato alle stampe lo scorso anno il primo album omonimo che raccoglie in tutto nove tracce. Il disco è semplice e scanzonato ma presenta certamente delle intuizioni musicali notevoli già solo per il fatto di proporre le sonorità del beat ma decontestualizzate e intelligentemente interpretate. I Dueminutiemezzo pur restando legati a tutto il background dei coretti della tradizione cantautorale italiana degli anni ‘60 da Celentano alla Caselli, da Jimmy Fontana a Rino Gaetano presentano una buona dose di pillole pop con un’unica controindicazione dall’effetto immediato: difficile liberarsi dai loro ritornelli! Per conoscere le prossime date del tour e per maggiori informazioni sulla band www.myspace.com/dueminutiemezzo.
Annarita Berardinone EVAMONAMOUR
Evamonamour è il nuovo progetto nato dai Cappello a Cilindro, band laziale entrata prepotentemente, con alcuni singoli trascinanti, nella playlist di Radio Orizzonte. Ne parliamo all'interno dello Spazio emergenti perchè pur trattandosi dell'evoluzione, forse naturale, di una realtà musicale già presente sulle scene da qualche anno, presenta degli elementi completamente nuovi come l'uscita dal gruppo di due elementi, sax e tromba, che ha accelerato e radicalizzato un processo di mutamento artistico già in atto da tempo. Un segno di discontinuità rispetto al passato che ha portato alla nascita di Indie, il nuovo singolo che esce accompagnato da altre due bonus track See you Soon e Sempre più spesso. Il nuovo approccio stilistico della band è lampante al primo ascolto e delinea un netto cambiamento di rotta rispetto alle sonorità precedenti. Nell'ormai prossimo tour, il primo per gli Evamonamour, sarà riproposto il repertorio cilindrico ma rivisitato in chiave indie-rock. Intanto aspettando i prossimi live che inizieranno a giugno è possibile ascoltare il nuovo singolo attraverso il sito ufficiale della band e il myspace dov'è disponibile fino al prossimo mese in download gratuito. Le due bonus track, invece, sono già incluse nel nuovo cd che sarà distribuito esclusivamente durante i concerti. www.evamonamour.com. Annarita Berardinone IL RUMORE DEL FIORE DI CARTA ![]()
Il rumore del fiore di carta. E’ questo il nome della band che rappresenterà il Molise al concorso nazionale Italia Wave 2008. Musica che incanta e che emoziona quella della band campobassana che unisce singolari sonorità in un alchimia che stupisce, un po’ come il loro nome, e cattura. I componenti del gruppo musicale attivo dal 2005, amano definire il loro progetto “un incontro di teste, di suoni, di cuori”. Quale può essere il rumore di un fiore di carta? Un suono delicato; ma questo aggettivo è troppo riduttivo per descrivere la loro musica che si avvale di un lirismo rock molto ricercato e intenso che amalgama luci e ombre in una danza sublime degli opposti. Il rumore del fiore di carta è sperimentazione che unisce sapientemente il linguaggio digitale all’analogico. E’ la giusta combinazione tra l’artificiale e il naturale. Una dicotomia implicita nel nome della band. Il fiore come elemento della natura diventa di carta, quindi artefatto. Una prima sintesi della personalità del RDFDC è racchiusa in Origami 62 primo album datato 2005 anche se è in Fallen, il loro ultimo lavoro pubblicato nel 2008, che viene messa a fuoco la vera identità artistica della formazione che ora conta su un suono omogeneo ben definito nella concretezza delle otto tracce che compongono il disco. Il rumore del fiore di carta è formato da un organico di 5 musicisti: Antonio Giambattista – macchine/tastiere, Nazario Graziano – chitarre, Alessandro Mastrocola – basso/tromba/flicorno, Luciano Mastrocola - voce, parole/chitarre e Alessandro Salzmann – batteria/tastiere. www.ilrumoredelfioredicarta.it Annarita Berardinone THE QUINTET FOR THE END OF TIME
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Inauguriamo lo Spazio Emergenti presentando una band internazionale nel cui dna c’è traccia di un giovane talento molisano. Il nome della formazione è "Quintet for the end of time". Il gruppo, partito da Dallas (Texas) è attivo da due anni sulle scene musicali e si compone di cinque rodati musicisti: Leland Byrd al basso, Ben Croucher alla batteria, Kevin Hanlon chitarra e voce, Jonathan Jones al clarinetto e il molisano Simone Sala al pianoforte. I Quintet for the end of time sono nati con l'esplicita esigenza di dare vita ad una band votata alla ricerca delle matrici "classiche" della area rock più colta e esperimentale dell'america degli anni ‘70 e ‘80. Il nome trae origine dal quasi omonimo brano del compositore Olivier Messiaen, il "Quartet for the end of time" scritto in un lager tedesco per esprimere musicalmente l'estremo tentativo di trascendere uno stile di vita ai limiti dell'umana sopportazione. La musica dei Quintet ha connotati ritmici riconducibili al rock ma la caratteristica singolare che fa della band un unicum, è la capacità di miscelare sapientemente diverse sonorità avvalendosi di un organico di strumenti acustici (clarinetto, violino,violoncello e pianoforte). L'ensemble rappresenta la continua fusione dei linguaggi blues, jazz e funky con le sensazioni di instabilità ritmica e armonica del rock progressive e dell'hard rock. I quintet for the end of time, dopo essere stati ospiti ai microfoni del Musical Mission di Radio Orizzonte Molise la scorsa estate si sono esibiti in Italia all’interno del Matese Friend Festival 2007. Attualmente continuano la loro intensa attività live in America. Dopo le date di Dallas, Forth Worth, Huston, Austin torneranno a lavorare al loro album di debutto che conterrà 11 tracce. Tutte le altre informazioni sulla band sono su: 